L’impatto sostenibile di Studio Loro.

I cambiamenti climatici, le problematiche riguardanti l’ambiente, la salute, lo scarseggiare delle risorse del suolo e del sottosuolo hanno fatto percepire in tutto il mondo quanto sia urgente cambiare la nostra relazione con l’ambiente di cui siamo parte.

Studio Loro ha sempre cercato di lavorare in modo pro-attivo per raggiungere soluzioni sostenibili per il bene della nostra professione, della popolazione che serviamo e dell'ambiente che condividiamo a livello globale.

Vorremmo essere sempre di più da esempio e potremmo esserlo insieme nel modo in cui differenziamo i rifiuti e nel modo in cui cerchiamo di non sprecare acqua e energia.

Non sono necessari solo accorgimenti strutturali, ma sono necessari anche quelli comportamentali: il valore del rispetto dell'ambiente non è solo qualcosa che vogliamo mostrare, ma qualcosa in cui crediamo veramente e che vogliamo estendere a tutte le aree. Anche soluzioni minime, apparentemente banali, se applicate con costanza e diffuse come cultura della sostenibilità diventano fondamentali.

Ciò che vogliamo raggiungere è:

  • fornire cure odontoiatriche d'eccellenza, evitando sprechi biologici legati all'over-treatment e quindi incrementare il valore della prevenzione;
  • ottimizzare gli appuntamenti prevedendo più procedure per visita, quando possibile; in questo modo riduciamo il consumo di materiali (mascherine, guanti, prodotti igienizzanti) e tu potrai risparmiare in tempo e benzina;

Ciò che abbiamo iniziato a fare è:

  • investire in prodotti riutilizzabili, come vassoi in acciaio inossidabile, autoclavabili e prodotti monouso biodegradabili ad es. le buste che contengono lo strumentario sterile, i bicchieri, ecc.;
  • introdurre la firma elettronica per tutti i nostri pazienti. Questo permette di firmare digitalmente i documenti su un tablet. La firma è un sistema avanzato di autenticazione con validità legale. La conseguenza sarà di non dover più stampare moduli da compilare, consensi, informative, ecc. Questo metodo ci permette di risparmiare tantissima carta;
  • l’anamnesi medica sarà effettuata attraverso metodo digitale. Siamo in grado di farla compilare, prima della visita, comodamente da casa con un risparmio non solo di carta ma anche di tempo.

Utilizziamo, ormai da tempo, la tecnologia Cad-Cam che permette di digitalizzare la raccolta delle impronte dentarie, evitando materie plastiche: avviene tramite scansione orale. Inoltre, grazie a questo cambiamento, i lavori dentali non vengono più spediti ai laboratori tecnici tramite corriere o mezzi aziendali, ma inviati online. Si risparmia carburante per la spedizione e plastiche non più necessarie.

  • Grazie alle radiografie digitali rinunciamo a determinati prodotti chimici che servirebbero per lo sviluppo delle Rx
  • Da anni abbiamo iniziato un processo di sostituzione delle sorgenti di luce passando alla tecnologia LED, quasi totale.

In studio, siamo molto attenti allo smaltimento dei rifiuti, sia nelle sale di cura, differenziando carta e plastica, sia nel locale pausa, dove tutto il personale si impegna costantemente a differenziare, PET, vetro, carta, cartone e rifiuti organici, raccogliendoli separatamente.

Anche l’industria si è posta l’obiettivo di rendere più sostenibile l’odontoiatria fissando dei codici di condotta per mettere in atto pratiche sostenibili nell'ambito degli acquisti e delle forniture, riducendo in misura significativa le emissioni di Co2, la plastica e i rifiuti.
A questo proposito, ci siamo prefissati di acquistare e consigliare spazzolini eco-sostenibili così come gli altri ausili di igiene orale, oltre ad essere attenti al loro packaging.

Come smaltire uno spazzolino da denti.

Uno spazzolino vecchio, oltre essere ricettacolo di batteri, non è più efficace perché le setole rovinate non rimuovono la placca in modo corretto. Quando arriva il momento di cambiarlo può succedere di fare l’errore di gettarlo nel cassonetto della plastica: in realtà, essendo composto da materiali diversi, lo spazzolino deve essere smaltito nell’indifferenziato.

Se pensiamo che ciascuna famiglia butta mediamente nella spazzatura, ogni anno, 11 chili di spazzolini da denti, calcolando di sostituirlo ogni 2-3 mesi (non tenendo conto di scovolini, filo interdentale), questo rifiuto è spreco totale, in quanto si tratta di un prodotto interamente non riciclabile e a forte rischio d'inquinamento (se ne trovano tracce, anche sotto forma di microplastiche, innanzitutto in mare).
Nel contenitore della plastica si possono mettere solo gli imballaggi, i flaconi o le vaschette. Lo spazzolino e il cappuccio protettivo non sono imballaggi e quindi vanno smaltiti nell'indifferenziato.

Dove buttare lo spazzolino elettrico?

La testina va smaltita come un normale spazzolino manuale, quindi nell'indifferenziato. Per quanto riguarda il manico, che contiene batterie, rientra nella categoria dei rifiuti elettronici. Quindi nelle isole ecologiche o nei centri di raccolta.

Prodotti sostenibili per l'igiene orale: perché preferire la plastica biodegradabile ad altri materiali naturali?

Lo spazzolino non è uno strumento qualsiasi, si tratta di un prodotto per l’igiene quotidiana che va utilizzato in ambiente umido e a contatto con batteri. La plastica biodegrabile utilizzata per la fabbricazione degli spazzolini conferisce al manico una superficie liscia e senza porosità; l’acqua scivola via dopo l’utilizzo, non crea ristagno e si asciuga velocemente. Non fornisce quindi ai batteri un ambiente ideale nel quale proliferare a differenza dei materiali naturali (bambù) che presentano una superficie porosa. La realizzazione del manico può derivare da canna da zucchero o lignina.

Lo stesso concetto va applicato alle setole, ma con un grado di attenzione ancora maggiore: il nylon derivato dall’olio di ricino naturale è il materiale ideale e più igienico per la cura dei denti. È prodotto al 100% a partire da materia prima rinnovabile, ma attraverso il processo di esterificazione diventa non biodegradabile. Il nylon può essere biodegradabile e si può avere uno spazzolino da denti al 100% biodegradabile, ma purtroppo ha le caratteristiche delle setole naturali di cui parlavamo qui sopra. Per cui nel bidone della plastica va gettata anche la bioplastica ma in questo caso il manico dello spazzolino deve essere separato dalla testina e quest'ultima buttata comunque nell'indifferenziato.

Le bioplastiche purtroppo non sono ancora riconosciute negli impianti di smistamento, quindi sappiamo che per ora dovremo gettare gli spazzolini nella raccolta indifferenziata e verranno inceneriti. In ogni caso il nostro spazzolino non fa alcun danno perché brucia quasi a Co2 neutrale e sapremo di aver fatto un gesto positivo per l'ambiente.

E se finisce nell'ambiente?

Le plastiche classiche probabilmente non si decomporranno mai e certamente impiegheranno un tempo superiore ai 400 anni-1000 anni. Le bioplastiche impiegano una frazione di questo tempo per decomporsi: a seconda delle condizioni atmosferiche, il 94% dello spazzolino ecologico si degraderebbe in circa 4 anni.

Anche se lo spazzolino da denti è composto da plastica biodegradabile per il 94%, perché non posso gettarlo nell’umido?

Il bidone dell’umido viene utilizzato per il recupero dei rifiuti organici per la produzione di compost per l’agricoltura. Qui il tempo di decomposizione e il contenuto di nutrienti sono cruciali.
Le bioplastiche, soprattutto se di spessore come nel caso di uno spazzolino, hanno tempi di decomposizione troppo lunghi: sono certificate biodegradabili secondo la certificazione DIN EN ISO 14855 così come per il packaging, che però essendo molto sottile può essere definito anche compostabile e quindi si può gettare nel bidone dell’umido.

Attenzione! Bio non significa necessariamente raccolta dell’organico.

C'è ancora tanto da fare e da capire: la scorretta differenziazione o la mancanza di luoghi appropriati in cui convogliare tali rifiuti diminuisce nettamente il valore dei potenziali vantaggi insiti in questi materiali, così coma la coltivazione di materie prime rinnovabili e di biomassa per la produzione di bioplastiche rischia di incidere molto sulla carbon footprint.

Si può iniziare con piccoli accorgimenti che possono avere un impatto positivo sull’ambiente nel tempo.
I nostri progetti per continuare su questa via di comportamento virtuoso al momento sono la produzione interna di parte dei manufatti protesici, riducendo ulteriormente i costi di trasporto con l’esterno e il B-IMPACT assessment cui stiamo aderendo per entrare a far parte delle imprese B-CORP. Un'azienda che ottiene questa certificazione è un'azienda che si è impegnata a rispettare determinati requisiti di impatto ambientale e sociale sotto diversi punti di vista.

Il fatto è che non c’è tempo da perdere in attesa che i governi nazionali implementino i requisiti legali di sostenibilità per ciascuno studio dentistico.
Il cambiamento climatico è una minaccia reale per il mondo in cui viviamo e noi operiamo il bene comune.

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